

Addestrare il cane con il metodo coercitivo o gentile ?
Metodo coercitivo o metodo gentile ?
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La “vecchia scuola” difende a spada tratta il metodo coercitivo che ha soddisfatto anni e anni di addestramento e che , secondo questa corrente di pensiero, risulta ancora il metodo migliore. La “nuova scuola” , e anche quanto pensa l’Ente Nazionale di Cinofilia Italiana,  propende nettamente e fermamente per il metodo gentile con il quale si ottiene secondo l‘ENCI stessa un rapporto molto  più profondo e duraturo con il cane oltre che permettere un rapporto più rispettoso con l’animale.
Volendo riassumere in breve i due concetti di addestramento: Â Il metodo coercitivo prevede quindi tecniche di correzione fisiche e psicologiche attraverso strumenti come i collari a strozzo o semistrozzo, i guinzagli ad anello scorrevole, i guinzagli con le punte o peggio ancora i collari elettrici.
 Il concetto che inspira questo metodo è : lui lo fa altrimenti lo punisco (alcuni dicono “lo correggo”) con strattoni e tirate del guinzaglio, urla, punizioni fisiche (tirate delle orecchie, botte sul muso o peggio sul naso, etc )..Ecco…questo è quello che succede secondo noi con un Addestratore che usa il  metodo coercitivo.. non si costruisce un rapporto, semplicemente lo si impone.
Purtroppo gli effetti nel medio e lungo termine e sopra tutto sui cani che non hanno capacità di sopportare gli stimoli negativi che gli vengono somministrati (LA TEMPRA del cane   che varia da soggetto a soggetto) possono essere ben peggiori che imparare a eseguire un semplice comando…possiamo ritrovarci con il cane che soffre di stati di ansia, di stress, insicurezza, paura e aggressività , evitamento, fobie.
Sintetizzando il concetto del metodo gentile si può affermare che esso si basa sul motivare positivamente un cane a compiere determinate azioni: non a caso lo si definisce “educazione” anziché “addestramento“. Con un concetto molto semplificato, se vogliamo che un cane mi porti un oggetto, lo educhiamo a farlo per avere in cambio un “rinforzo positivo” come una carezza o del cibo o un gioco .
Questo meccanismo invoglierà il nostro cane a eseguire quanto richiesto perchè esso imparerà che, ad ogni comando eseguito, riceverà un premio… Poco importa se il premio è una carezza, un biscotto o una pallina (starà all’addestratore capire quale sia il premio più gradito).Â
L’associazione “obbedienza = premio” (Rinforzo Positivo) è molto più costruttiva di quella “disobbedienza = punizione“. Questo comportamento creato dal metodo gentile creerà nel vostro amico a quattro zampe un atteggiamento mentalmente positivo, e meglio predisposto anche all’interazione con i suoi simili e con gli umani proprio perchè lui si comporterà al meglio per avere il premio a lui più gradito…
Per questi concetti, oltre che per esperienza vissuta al Centro Cinofilo IL LUPO Caterina e Saverio utilizzano ESCLUSIVAMENTE questo metodo che è anche l’unico permesso dall’ENCI che vieta l’utilizzo degli strumenti normalmente usati nel metodo coercitivo e forma addestratori solo con questa tecnica.
Quindi noi propendiamo esclusivamente per il metodo gentile.
ASD IL LUPO
Caterina e Saverio
